25 Novembre h. 17.00 - 18.30

Moderatori: Matteo Manici
17.00 Ventilazione e pronazione: cosa è cambiato con l’epidemia da COVID-19?
Stefano Bambi
Discussione
17.30 Postura prona: trucchi e segreti
Alberto Lucchini
Discussione
18.00 La mobilizzazione del paziente critico: cosa c’è di nuovo?
Alessandra Negro
Discussione

Informazioni  --  Iscrizione

11 Dicembre h. 17.00 - 18.30

Moderatore: Stefano Elli
17.00 Le principali indicazioni degli accessi vascolari fino al 2020
Luigi Cannizzo
17.10 La risposta delle società scientifiche al problema COVID 19
Stefano Elli
17.20 TAVOLA ROTONDA E DOMANDE ON-LINE
L’applicazione pratica delle indicazioni SIAARTI e GAVECELT durante la pandemia: esperienze a confronto

Tutti i presenti
17.40 L’accesso vascolare nel paziente intensivo. L’esperienza di Lodi
Davide Giustivi
17.50 L’accesso vascolare nel paziente non intensivo. L’esperienza di Piacenza
Francesco Oleari
18.00 Video – “SMART SOLUTIONS for Vascular Access”
17.20 TAVOLA ROTONDA E DOMANDE ON-LINE
Soluzioni e opportunità durante e dopo il COVID 19

Tutti i presenti

Informazioni -- Iscrizione

DOCUMENTO INTERSOCIETARIO
AAROI EMAC - AcEMC - ANIARTI - COSMEU
SIAARTI - SIEMS - SIIET - SIMEU

Documento scaricabile PDF

Il dibattito che si è recentemente riacceso sulle diverse visioni
organizzative del Sistema di Emergenza e Urgenza Territoriale “118” (SET
118) e che ha coinvolto diverse Società Scientifiche, nonché le principali
Organizzazioni Sindacali più rappresentative a livello nazionale dei medici
e degli infermieri operanti nell’Emergenza Urgenza sia Pre-Ospedaliera
sia Ospedaliera, e i principali Gruppi Politici, converge sulla comune
valutazione di quanto sia improcrastinabile l’esigenza di condurre
una profonda revisione e un processo di rinnovamento del Sistema di
Emergenza e Urgenza Territoriale, che sarebbe più corretto definire “Pre-
Ospedaliero”.

Ancora »

Nella situazione emergenziale legata alla pandemia da COVID-19 gli operatori sanitari hanno svolto un ruolo chiave nel favorire il benessere degli utenti, ma sono spesso stati costretti ad affrontare grandi sacrifici. Gli infermieri di area critica, in particolare, hanno dimostrato una grande resilienza nell’affrontare la situazione, trovando spesso soluzioni innovative e brillanti per garantire la relazione tra paziente e famigliare, una morte dignitosa e in generale la miglior qualità delle cure.

Questa situazione ha tuttavia  messo gli infermieri particolarmente a rischio di sintomi di stress e sofferenza psicologica, nonché in talune situazioni, di conflitto etico e/o distress morale, soprattutto nella cura del paziente critico. E' per questo fondamentale che i professionisti sanitari siano protetti adeguatamente dal contagio, ma anche che siano ascoltati nei loro bisogni psicologici al fine di orientare interventi di supporto che siano utili e rispondenti alle necessità del momento contingente e in caso di future situazioni analoghe.

E' da queste considerazioni che nasce il progetto di ricerca 'COPE' (Covid19-related Outcomes of health Professionals and Organizations during the Epidemic), promosso dal Centro di Ricerca EngageMinds HUB - Consumer, Food and Health Engagement Research Center dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, in collaborazione con la Società Italiana di Management e Leadership in Medicina (SIMM) e con il Segretariato Italiano Giovani Medici (S.I.G.M.), con il patrocinio dell'Associazione Nazionale Infermieri di Area Critica (ANIARTI) e di OPI – Ordine delle Professioni Infermieristiche di Milano, Lodi, Monza e Brianza, con l'obiettivo di raccogliere l'esperienza dei professionisti sanitari italiani, e in particolare degli infermieri, impegnati nel fronteggiare l'emergenza COVID-19.

A questo fine, le chiediamo di rispondere al questionario che trova nel link qui di seguito. Le informazioni e i dati fornitici permetteranno di capire quali sono state le principali difficoltà riscontrate dagli infermieri durante la pandemia COVID-19, quali aspetti hanno provocato maggiore fatica, conflitto etico e moral distress e quali hanno favorito un atteggiamento resiliente. Ciò darà preziose indicazioni per affrontare al meglio nel futuro, situazioni analoghe e valorizzare quanto è stato fatto fino ad ora.

Augurandoci un positivo riscontro relativamente alla sua collaborazione a questo progetto di ricerca, la ringraziamo anticipatamente per il tempo che vorrà dedicarci.

 

Per partecipare al sondaggio clicchi sul link qui di seguito:  https://unicatt.eu.qualtrics.com/jfe/form/SV_6sWTzsezpllhVJP

Gli infermieri per storia e disciplina sono accoglienti, possono lavorare al cambiamento del clima culturale e garantire il sistema valoriale alla base della salute come diritto

Nella lunga storia della nostra società scientifica, spesso siamo stati precursori dei maggiori temi che avrebbero interessato la professione, dall’umanizzazione delle cure, alla competenza specialistica, alla sostenibilità del sistema sanitario.

Mai come il 39° congresso, che doveva tenersi in un anno in cui si festeggia l’anno mondiale degli infermieri, il titolo e il filo rosso della nostra riflessione ci porta verso la dimensione più importante della nostra disciplina, quella della capacità di garantire un sistema di valori che alla base ha la salute come diritto, l’equità di accesso alle cure, la presa in carico della persona.

Invece di confrontarci nell’ambito delle nostre oramai consuete modalità, siamo stati chiamati, soprattutto noi, a dare prova, nella nostra quotidianità, di quella coerenza nel rispetto della persona che ci caratterizza, siamo stati chiamati eroi, in realtà abbiamo fatto il nostro dovere, inteso nel senso più alto del termine.

Ad alcuni siamo apparsi eroi, ma noi siamo consapevoli che abbiamo fatto quanto necessario per affrontare al meglio possibile quanto avveniva, aiutando anche e spesso i colleghi neo assegnati a funzioni e organizzazione specialistiche che richiedono competenze che non possono essere acquisite in breve.

Come società scientifica abbiamo pubblicato documenti, tradotti in più lingue, per mettere a disposizione di ogni collega della nostra comunità in ogni paese, quelle riflessioni su quanto avevamo maturato con la nostra esperienza, iniziata prima degli altri.

Per ritrovarci abbiamo iniziato gli incontri dei “giovedì di Aniarti” con questa nuova modalità Webinar. Abbiamo cercato di rimanere comunità al di là del distanziamento e dell’isolamento determinato dalle condizioni esterne.

Quest’anno per la prima volta dopo trentotto anni non ci sarà un congresso come l’abbiamo sempre condiviso, non potremmo stringerci le mani, condividere e discutere anche davanti ad una tazza di caffè.

Ci ritroveremo con questa nuova modalità del Webinar per le giornate del congresso, per condividere, riflettere, soprattutto confrontarci. Vi terremo informati su come poter partecipare e su come sarà la nuova organizzazione congressuale

Vi aspettiamo, come sempre in questa comunità che ci appartiene e ci riflette, per dare voce a tutte le nostre istanze.

Ad maiora semper

DOCUMENTO INTERSOCIETARIO
AAROI EMAC - AcEMC - ANIARTI - COSMEU - SIAARTI - SIEMS - SIIET - SIMEU

La riforma del sistema di emergenza urgenza 118 necessita di un'attenta ed ampia riflessione nonché della condivisione di tutte le componenti che, quotidianamente, garantiscono la presa in carico del paziente in un momento delicato della sua vita.

L'unità di intenti e la visione unica di un sistema d'emergenza 118 centrato sulla presa in carico del paziente critico, equo ed etico, capace di dare una risposta adeguata in tutti i livelli assistenziali con una continuità di qualità delle prestazioni dal territorio all'ospedale, ha reso indispensabile la costituzione di un gruppo di lavoro cui aderi- scono Società Scientifiche, Organizzazioni Sindacali e associazioni rappresentative del mondo dell'Emergenza-Urgenza.

Scarica documento integrale PDF

L'obiettivo di questo studio è quello di misurare, quanto l'emergenza COVID-19 abbia inciso sullo stile di vita e sugli aspetti legati alla qualità della vita dei professionisti sanitari coinvolti, in accordo alla loro autopercezione. In particolare, verrà indagato il livello di ansia, insonnia e la capacità di resilienza degli operatori sanitari messa in atto di fronte ad un problema come quello dell'emergenza sanitaria in corso.

Potrai partecipare liberamente, ti invitiamo a farlo e passare l'invito anche ad altri colleghi infermieri o altri professionisti sanitari

La prima fase di raccolta dati e' completata. I rispondenti che hanno dato disponibilita' riceveranno tra alcuni mesi la richiesta di raccolta dati per il follow-up. Un grande grazie ai tantissimi che hanno contribuito.

COMUNICATO STAMPA COINGIUNTO
SIAARTI, ANIARTI, SICP, SIMEU

POSITION PAPER INTERSOCIETARIO: COMUNICOVID


“COME COMUNICARE CON I FAMILIARI IN COMPLETO ISOLAMENTO”

ROMA, 23 APRILE 2020 - Lo stato di emergenza connesso alla pandemia da SARS-CoV-2 ha prodotto una repentina modifica nella modalità di comunicazione con i familiari dei malati in tutti i setting di cura CoViD19, a causa delle misure di completo isolamento sociale. Il carico di enorme sofferenza psicologica si manifesta con una paura diffusa. Gli stessi operatori sanitari sono isolati dalle proprie famiglie, e devono gestire le conseguenze dell’isolamento dai propri congiunti anche nei malati che assistono. Ancora »

18. Aprile 2020 · Commenti disabilitati su ComuniCoViD – Documento Intersocietario COME COMUNICARE CON I FAMILIARI IN CONDIZIONI DI COMPLETO ISOLAMENTO · Categorie:Documenti Anarti, Documenti vari

Aniarti, assieme a SIAARTI, SICP e SIMEU hanno realizzato un documento riguardande la comunicazione con i familiari in condizioni di completo isolamento come in quest'epoca pandemica COVID19. Oltre alla versione italiana ed inglese ci sono delle schede che semplificano i passaggi e un poster da poter affiggere nei locali che saranno ritenuti idonei dal personale.

ComuniCoViD_ita - 18apr20

Poster Checklist Telefonata - 18apr20

CommuniCoViD_eng - 18apr20

Poster Statements ComuniCoViD - 18apr20

 

Aniarti ha concesso il suo endorsement alla Survey PPE-SAFE.

Si tratta di una breve survey creata da ESICM (European Society of Intensive Care Medicine) e da ESCMID ESGCIP- the European Society of Clinical Microbiology and Infectious Diseases Study Group for Critically Ill Patients, sull'uso, il training e la disponibilità dell'uso dei dispositivi di protezione individuale tra gli operatori sanitari che prendono parte alla cura dei pazienti Covid-19 nelle Terapie intensive.

I dati sono anonimi, e nessun dato identificativo sarà raccolto. Cerchiamo le risposte degli operatori sanitari che lavorano direttamente nelle Terapie Intensive e prendono parte alla cura dei pazienti COVID-19. Se siete uno di loro clicca sul seguente link:

Survey link:

https://www.surveymonkey.com/r/PPE-SAFE?lang=it

.
Per favore invia questo link a tutti gli operatori sanitari (Medici Strutturari, Medici Specializzandi, Infermieri, Studenti infermieri, Fisioterapisti, OSS etc.) coinvolti nella cura dei pazienti COVID-19.


Il coordinatore per l'Italia, dott. Andrea Cortegiani, può essere contattato per ogni ulteriore informazione all'indirizzo andrea.cortegiani@unipa.it.

Cari Colleghi,
condividiamo questo tempo in cui la nostra professione sta dando prova della sua grande competenza e umanità. mettiamo a disposizione di tutti coloro che sono stati inseriti in una terapia intensiva un documento costruito in forma di check list, per l'assistenza diretta al paziente, per poter essere rapidamente utilizzato.
Lavorando insieme raggiungeremo gli obiettivi.

Silvia Scelsi

Scarica il documento

Carissimi medici, infermieri, operatori tutti della sanità che avete a che fare con la pandemia COVID19,

ci troviamo oggi di fronte ad una catastrofe di dimensioni ancora non ben definite. Siamo in una situazione di enorme sproporzione fra le necessità teoriche di assistenza sanitaria che vorremmo erogare e le risorse disponibili. Già da qualche giorno, tutti stiamo vivendo momenti difficili, in cui stiamo lavorando in quadro sempre più simile alla “medicina delle catastrofi”.

Come operatori, potremmo avere un significativo “disagio morale” (moral distress) nel prendere certe decisioni, e potrebbero esserci incomprensioni con colleghi di altri reparti o di altri ospedali, con aumento di ansia a preoccupazione, fino ad arrivare forse ad un aumento del “burn-out” lavorativo. In futuro, potremmo essere tutti esposti al PTSD (post-traumatic stress disorder), che significa aver vissuto situazioni in cui c’era un concreto pericolo di vita (propria e altrui), e vivendo la situazione come un trauma.

Vi scriviamo queste riflessioni perché vi sentiate supportati e legittimati nelle vostre reazioni, di cui è bene avere autocoscienza, e che è bene affrontare, come sempre, cercando di coniugare la verità e la rassicurazione… sia all’interno del team dei curanti, sia nei confronti dei familiari, che potrebbero comprensibilmente manifestare un aumento di preoccupazione, incredulità, diffidenza, aggressività e dolore.

 

Come coordinatori del Progetto Intensiva 2.0, ci siamo chiesti cosa potevamo fare per essere d’aiuto in questa situazione drammatica. Crediamo sia necessario mantenere i nervi saldi, e continuare ad affrontare questa pandemia con professionalità e collaborazione, come siamo sicuri stiate già facendo.

Concretamente, vogliamo offrirvi una possibilità di:

  • condividere i nostri pensieri e le nostre emozioni, per “liberarcene” e così magari stare un po’
  • creare un archivio dei fatti storici di cui siamo protagonisti, perché un domani nessuno possa negare l’accaduto o il nostro impegno, né il contesto lavorativo incredibile in cui ci troviamo

Per questo, abbiamo creato il Progetto “Scriviamo la storia”: http://dati.intensiva.it/vissuto/

Vorremmo che fosse uno strumento, uno spazio di aiuto, che ci diamo e che utilizziamo in libertà come una vicinanza di cui noi adesso abbiamo bisogno. Prendiamoci uno spazio libero in questo momento di tragico smarrimento, in cui dobbiamo rimanere forti, lucidi, avere consapevolezza realistica della nostra indispensabilità, perché dobbiamo saperci inventare continuamente soluzioni a problemi nuovi e potenzialmente gravi per gli aggrediti dal virus e ...anche per noi o i nostri cari. Vorremmo che fosse anche un’occasione per “scrivere la storia” di questo periodo terribile, su cui riflettere quando tutto sarà tornato alla normalità... speriamo presto!

Desideriamo raccogliere dei “contributi liberi”: racconti di due righe oppure di una pagina. Foto, video o files audio, schemi o pezzi (anonimi) di diaria… tutto quello che credete sia utile agli altri operatori e a chi potrà leggerli in futuro. I contributi di tutti (rigorosamente anonimi) saranno filtrati e messi a disposizione di tutti, sempre nel massimo rispetto della privacy di chi scrive.

Siamo molto orgogliosi di come tutto il personale delle Terapie Intensive italiane sta rispondendo all’emergenza sanitaria in atto. Si sta davvero costruendo un esempio fulgido, inequivocabile e universalmente unico di competenze, responsabilità, di fratellanza che ci spinge ad utilizzare tutte le risorse disponibili, ed anche attivabili come emergenza. E tutto questo sta scrivendo una pagina della storia più bella dell'umanità. In Italia.

Grazie per tutto ciò che avete fatto e che farete in questo momento estremamente difficile per il nostro Paese.

 

Alcuni contributi selezionati per la pubblicazione sono consultabili su: http://vissuto.intensiva.it

In questi giorni l’assistenza ai pazienti positivi al virus COVID-19 richiede agli operatori un impegno ulteriore, oltre alle necessità che già conosciamo: quella di lavorare vestiti con i dispositivi di protezione individuale in modalità massimale. Queste dotazioni di sicurezza, sono pesanti da portare e “segnano” il corpo nel vero senso della parola. Rappresentano una barriera e come tale pesano, rallentano e costringono, esattamente come la paura che ci portiamo addosso, ma che scegliamo di affrontare per garantire il miglior livello di assistenza sanitaria possibile.

Gli infermieri, come riconosciuto da più parti, sono rimasti al loro posto dai servizi di emergenza intra ed extraospedaliera, nelle terapie intensive, e nelle degenze ordinarie, rimanendo a volte “in quarantena con i loro pazienti”, fedeli al mandato etico che contraddistingue la professione.

Domani, quando questa emergenza sarà un terminata e tutto tornerà alla normalità, dovremo soprattutto ricordare che il Servizio Sanitario Nazionale ha funzionato e continuerà a farlo grazie alle persone che con coscienza, e quando necessario con spirito di sacrificio, svolgono il proprio lavoro mantenendo elevati i valori etici e di assunzione di responsabilità nel rendere servizio ad una comunità che dovrebbe considerare la professione per quello che merita.

Gli infermieri stanno dimostrando di essere interpreti del migliore volto di questo nostro paese.

A tutti loro vanno il nostro ringraziamento e riconoscimento.

Genova 02/03/2020

Il comitato Direttivo

 

20 Novembre h. 16,30 - 19,30

Moderatori: Gaetano Romigi, Silvia Scelsi
16.30 Saluti e introduzione Presidente FNOPI: Barbara Mangiacavalli
17.00 Raccogliere l’acqua con le mani: l’inizio della pandemia in Lombardia
Alberto Lucchini
Discussione
17.30 Racconti dalla trincea: l’esperienza di un infermiere esperto di terapia intensiva
Martina Galletti
Discussione
18.00 Un piede in due scarpe: essere infermiere ed essere figlio di un paziente
Alessandro Galazzi
Discussione
18.30 Ricordi quando dicevamo: “non possiamo dare notizie per telefono”
Alessandra Negro
Discussione
19.00 Noi che vi osservavamo da lontano
Pasquale Iozzo
Discussione

Informazioni  --  Iscrizione

A tutti i Soci ANIARTI

Come riconoscimento del ruolo chiave del personale infermieristico chiamato oggi ad affrontare nuove impegnative sfide nella gestione del paziente critico, il Comitato Scientifico SMART è lieto di offrire a tutti i soci ANIARTI l'iscrizione gratuita al

31° SMART - VIRTUAL MEETING che si svolgerà in modalità live streaming in data

13-15 Novembre 2020 sulla piattaforma www.e-smart2020.org

Be SMART, meet safely

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