Scrivere per celebrare la giornata dell’Infermiere,

Un anno dopo……

Vorrei iniziare ringraziando ognuno di voi. Un ringraziamento personale che non si ferma alla competenza che avete dimostrato in questo anno, alla volontà di lavorare proteggendo le persone che ci vengono affidate, a volte a rischio anche della propria incolumità personale, ma che si rivolge al singolo collega, ne cito alcuni per esempio, Alberto, Alessandro, Davide, Gaetano, Guglielmo, Francesco, Fabrizio, Pasquale, Simona, Stefano, Tiziana, Valter, Vita, Alba, Massimiliano, Gianluca, Andrea, Maria, Roberto, Carmelina …..e potrei continuare.

Vorrei poter raggiungere ognuno di voi, perché le parole dopo questo anno non sembrano essere sufficienti.

Nonostante tutto, abbiamo preso in carico quei colleghi giovani e meno giovani che si sono ritrovati con noi, travolti dagli eventi, sia fornendo strumenti operativi (schede di controllo paziente per infermieri neo inseriti), che fornendo approcci pragmatici per accogliere le esigenze delle persone di rimanere in contatto con i propri cari, spesso di salutarli, come un viaggiatore che si avvia verso l’ignoto e non sa se tornerà.

Siamo stati dei compagni nel momento più difficile ed abbiamo fornito un abbraccio una parola se pur da dietro un visore, una maschera.

Cosa aggiungere, la pandemia ha dimostrato che il sistema sanitario non è un insieme di “letti” o ventilatori, ma un insieme di competenze esercitate da persone che fanno la differenza, che è necessario fare investimenti sui professionisti ed immaginare un sistema che ascolti, soprattutto la voce degli infermieri, perché sono di fatto le persone più vicine ai bisogni della persona assistita e alla sua famiglia.

20 MAGGIO h. 17.00/19.30

Moderatore: Guglielmo Imbriaco
17.00 Le istruzioni pre-arrivo
Juliette Masina
17.20 Protocolli, procedure e algoritmi nell'emergenza sanitaria; risorse o limiti per gli infermieri?
Andrea Mezzetti
17.40 Nuovi strumenti per la gestione dell'arresto cardiaco: i massaggiatori cardiaci automatici esterni
Andrea Favaretto
18.00 Immobilizzazione spinale... c'eravamo tanto amati!
Massimiliano Di Biagio
18.20 Le nuove linee guida European Resuscitation Council sulla rianimazione cardiopolmonare
Federico Semeraro
19.10 Discussione

Informazioni -- Iscrizione

Fattori che incidono sulle dinamiche di donazione, in termini di vissuti psicologici, di atteggiamenti ed esperienze degli operatori sanitari.

Vi chiediamo di rispondere all'indagine che mira a rilevare dati utili in ambito psicologico, in relazione ai diversi fattori che potrebbero incidere sul processo di donazione/trapianto di organi e tessuti, la cui durata richiede 5-10 minuti. 
L'obiettivo è quello di sviluppare strategie efficaci per la diffusione e promozione della cultura della donazione di organi e tessuti, e per rilevare i maggiori fattori di complessità incidenti tra gli operatori sociosanitari nei nei confronti di tale attività.

La ricerca prevede la rilevazione dei dati in forma anonima, e destinati ad un trattamento esclusivamente in forma aggregata e per soli fini statistici e di ricerca scientifica, senza scopo di lucro. Tutte le procedure adottate sono in linea con il D.Lgs.n.101/18. ed il Regolamento UE 2016/699 in tema di trattamento dei dati personali.
I rispondenti potranno abbandonare in qualsiasi momento la compilazione del questionario, e i dati non verranno inclusi nello studio qualora la compilazione non fosse portata a termine.
La compilazione del questionario è possibile al seguente link:
https://forms.gle/2pD9uT984s3M1PEu6

Sono state pubblicate sul sito Agenas (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) le Buone Pratiche Aniarti costruite in occasione dell’emergenza COVID-19.

I membri del Comitato Direttivo Aniarti (Associazione Nazionale Infermieri di Area Critica) hanno strutturato una serie di raccomandazioni sulla riorganizzazione dei servizi di emergenza. La prima raccomandazione interessa aspetti organizzativi ed assistenziali, che sono indirizzati sia alle singole terapie intensive, che agli ospedali, che verso chi è deputato a politiche sanitarie.

Le raccomandazioni degli infermieri di Area Critica italiani sull’emergenza Coronavirusdisponibile, anche a questo indirizzo:

https://www.buonepratichesicurezzasanita.it/index.php/component/judirectory/13-soluzioni-organizzative-emergenziali-per-la-gestione-dei-pazienti-covid/305-le-raccomandazioni-degli-infermieri-di-area-critica-italiani-sull-emergenza-coronavirus?Itemid=101

Aniarti attraverso la sua rete di esperti, ha strutturato una seconda raccomandazione costruita come uno schema funzionale per permettere agli infermieri neo-assunti o neo-inseriti in Terapia Intensiva, per organizzare le attività assistenziali e creando la il documento dal titolo: Schema di approccio al nursing di routine per il paziente in Terapia Intensivadisponibile anche a questo indirizzo:

https://www.buonepratichesicurezzasanita.it/index.php/component/judirectory/11-formazione-gestione-e-supporto-agli-operatori-sanitari/304-schema-di-approccio-al-nursing-di-routine-per-il-paziente-in-terapia-intensiva?Itemid=101

Ti invitiamo a partecipare alla Survey internazionale COVISIT, promossa dall’European Society of Intensive Care Medicine (ESICM).

ANIARTI ha concesso l’Endorsement a tale progetto.

Come gruppo internazionale di infermieri e medici di terapia intensiva, abbiamo progettato questo sondaggio per capire in che modo la pandemia COVID-19 possa aver influenzato le visite ai pazienti in terapia intensiva da parte dei loro parenti e quali strategie di mitigazione potrebbero essere in atto. Stiamo cercando di ottenere una sola risposta per ogni unità di terapia intensiva. Idealmente, questa dovrebbe essere fornita da un infermiere o da un medico senior, che sia a conoscenza delle regolamentazioni sulle visite sia precedenti che attuali. Per favore, confrontati con i tuoi colleghi per assicurarti che il questionario venga compilato solo una volta per il vostro centro. Servono circa 10 minuti.

La Survey esamina 4 domini principali: 

1. Una descrizione della tua terapia intensiva, inclusa la disponibilità di posti letto, il personale e il momento in cui si è verificato il picco delle restrizioni alle visite da parte del COVID-19 (se applicabile). 

2. I parenti dei pazienti in terapia intensiva sono ammessi al letto del paziente e, in caso affermativo, per quanto tempo? 

3. Hai utilizzato videochiamate o tecnologia per facilitare le visite digitale dei parenti dei pazienti in terapia intensiva? 

4. Come mantenete la comunicazione e le informazioni con i parenti? 

L'indagine è disponibile per i reparti che si definiscono Unità di Terapia Intensiva. Di solito, le unità di terapia intensiva forniscono un monitoraggio avanzato e una terapia di supporto vitale avanzato a pazienti in condizioni critiche. Accogliamo con favore le risposte da tutti i reparti che trattano o non trattano i pazienti COVID-19.

LINK per rispondere: http://covisit.icu/

Esattamente 1 anno fà a Bergamo fu impiegato l'esercito con i suoi mezzi, per trasportare le salme dei deceduti per COVID. A distanza di un anno, noi infermieri di Area Critica, siamo vicini ai familiari delle persone che hanno perso la vita per questa immane pandemia. Un pensiero speciale va alle famiglie degli infermieri che sono morti a causa del COVID

1981-2021 #Aniarti #40AnniDiAniarti - Una storia che è una garanzia. Insieme facciamo la differenza

Cara/o Collega,
iscriversi ad una Società Scientifica come Aniarti è una scelta importante. Vai su: https://www.aniarti.it/iscrizione-aniarti/

Aniarti quest’anno compie 40 anni ed è anche grazie a questa Società Scientifica che la professione infermieristica in Italia è cambiata ed è cresciuta.
Aniarti ha scritto alcune delle pagine più importanti del nursing in Italia e nel resto del Mondo, iscriversi ad Aniarti significa sostenere l’associazione che ha definito il concetto di Area Critica e dell’Infermiere di Area Critica.
Diventa anche tu socio Aniarti, sostieni la crescita dell’infermieristica.

Per tutti gli iscritti sarà possibile vedere i webinar registrandosi al link: https://aniartiwebinar.it disponibili fino al 30/9/2021.
I temi trattati sono:
- Mobilizzazione del paziente prima e dopo il COVID-19
- Comunicazione e relazione in Terapia Intensiva
- Postura prona nel 2020
- Gli accessi vascolari, dal ricovero alla dimissione, in epoca COVID-19
- Ventilazione e protezione: cosa non posso non sapere
- COVID eravamo e COVID siamo

IL COMITATO DIRETTIVO

Cari Colleghi,

con questo anno che si appresta a finire, avevamo sperato di festeggiare il bicentenario della nascita della fondatrice dell’infermieristica moderna; invece ci siamo ritrovati, nostro malgrado, a dare prova della nostra competenza e umanità nell’esercizio della professione, affrontando la prima pandemia del nuovo millennio.

Quanto ancora accade e ci coinvolge in termini personali e professionali non solo ci ha provati, ma ci ha resi consapevoli insieme con le persone che assistiamo. Abbiamo una grande responsabilità etica prima che professionale quella di tutelare il bene comune.

Tale compito, non facile, l’abbiamo sempre effettuato in silenzio, ora è il momento di alzare la nostra voce nella comunità e di dare l’esempio.

Abbiamo il privilegio, prima di altri, di poterci vaccinare perché siamo importanti, non sprechiamo questa occasione per inviare un messaggio di tutela delle persone che assistiamo, di fiducia e di concreta razionalità: VACCINIAMOCI !

Allegati trovate una raccolta di documenti sia sul piano vaccinale previsto per il nostro paese, sia sugli studi condotti per questo primo vaccino a nostra disposizione, sia di riflessione etica sui costi in termini umani e di risorse che il nostro paese fa e farà.

Silvia Scelsi

piano strategico per la vaccinazione  comirnaty product information  Comirnaty ITA  CNB parere vaccini COVID  Circolare Ministero della Salute su Cominarty 24 dicembre 2020

Sono appena iniziate le vaccinazione anti covid-19. Questa notizia ci riempie di speranza come esseri umani e come professionisti impegnati contro questa pandemia. Ci inorgoglisce che la prima a vaccinarsi in Italia sia un'infermiera con lo sguardo dietro la mascherina pieno di gioia.

Un messaggio che gli Infermieri vogliono inviare a tutti: vaccinatevi e assieme usciremo da questa brutta stagione.

Natale 2020.

il mio pianto è per voi, infermieri e operatori per la salute: tutti. “Eroi”, “angeli” in primavera, “untori” e da aggredire, già in autunno; con la tragedia montante, ampiamente prevedibile, peggiore della prima, ma troppo ignorata con supponenza ed insofferenza.

Troppa parte di questo paese non vi merita.

Gli avete salvato la vita, con amore e dedizione; vi siete reinventati tecnici, facchini e factotum per rivoltare gli ospedali come calzini e prendervi cura di tutti per quanto possibile umanamente. Avete buttato l’orologio e offerto disponibilità totale.

Riconoscimenti solo orali, tardivi e di breve durata. In molti casi proprio retorici.

Avete stravolto i vostri corpi, le vite vostre e dei vostri affetti, nel terrore della morte e, fuori, non si intende rinunciare all’aperitivo e si snobba quel po’ di mascherina.

Il mio pianto è per voi, per le vostre lacrime sui morti per cui avete lottato e che avete accompagnato; per il vostro struggimento. Per essere costretti a constatare amaramente - qua fuori - tanta voluta ignoranza della sofferenza umana e tanto, troppo, irresponsabile rischio.

Il mio pianto è per i poveri morti nella solitudine a causa di un sistema sanitario, universalistico, ma picconato dalla insipienza, dalla superficialità, dal disprezzo aprioristico, continuo e pigro dei più.

Adesso altri infermieri servirebbero e, guarda caso, non ci sono; …i respiratori non sono alimentati solo dalla corrente elettrica e il posto-letto non è solo un luogo…

Il mio pianto è per voi, infermieri e operatori che siete morti per prendervi cura di sconosciuti.

La speranza di futuro può fondarsi solo in coloro che credono nel prendersi cura degli altri.

Infermieri e operatori per la salute tutti, questo Natale siete voi. Grazie.

Non abbandonateci.

Elio Drigo

Infermiere

Gli webinar saranno disponibili fino al 30/9/2021 per essere visualizzati per i soci Aniarti 2021. Sara' necessario registrarsi sulla piattaforma. I temi sono:
- Mobilizzazione del paziente prima e dopo il COVID-19
- Comunicazione e relazione in Terapia Intensiva
- Postura prona nel 2020
- Gli accessi vascolari, dal ricovero alla dimissione, in epoca COVIS-19
- Ventilazione e protezione: cosa non posso non sapere
- Covid eravamo e Covid siamo
Le registrazione dei webinar sono disponibili presso

 

Report sulla raccolta di vissuti del progetto Scriviamo la Storia della pandemia del quale Aniarti e' partener. Elaborazione assieme a Simen, ISS, Aniarti e Siaarti

 

Documento

Richiesta audizione in Senato

DOCUMENTO INTERSOCIETARIO
AAROI EMAC - AcEMC - ANIARTI - COSMEU
SIAARTI - SIEMS - SIIET - SIMEU

Documento scaricabile PDF

Il dibattito che si è recentemente riacceso sulle diverse visioni
organizzative del Sistema di Emergenza e Urgenza Territoriale “118” (SET
118) e che ha coinvolto diverse Società Scientifiche, nonché le principali
Organizzazioni Sindacali più rappresentative a livello nazionale dei medici
e degli infermieri operanti nell’Emergenza Urgenza sia Pre-Ospedaliera
sia Ospedaliera, e i principali Gruppi Politici, converge sulla comune
valutazione di quanto sia improcrastinabile l’esigenza di condurre
una profonda revisione e un processo di rinnovamento del Sistema di
Emergenza e Urgenza Territoriale, che sarebbe più corretto definire “Pre-
Ospedaliero”.

Ancora »

Nella situazione emergenziale legata alla pandemia da COVID-19 gli operatori sanitari hanno svolto un ruolo chiave nel favorire il benessere degli utenti, ma sono spesso stati costretti ad affrontare grandi sacrifici. Gli infermieri di area critica, in particolare, hanno dimostrato una grande resilienza nell’affrontare la situazione, trovando spesso soluzioni innovative e brillanti per garantire la relazione tra paziente e famigliare, una morte dignitosa e in generale la miglior qualità delle cure.

Questa situazione ha tuttavia  messo gli infermieri particolarmente a rischio di sintomi di stress e sofferenza psicologica, nonché in talune situazioni, di conflitto etico e/o distress morale, soprattutto nella cura del paziente critico. E' per questo fondamentale che i professionisti sanitari siano protetti adeguatamente dal contagio, ma anche che siano ascoltati nei loro bisogni psicologici al fine di orientare interventi di supporto che siano utili e rispondenti alle necessità del momento contingente e in caso di future situazioni analoghe.

E' da queste considerazioni che nasce il progetto di ricerca 'COPE' (Covid19-related Outcomes of health Professionals and Organizations during the Epidemic), promosso dal Centro di Ricerca EngageMinds HUB - Consumer, Food and Health Engagement Research Center dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, in collaborazione con la Società Italiana di Management e Leadership in Medicina (SIMM) e con il Segretariato Italiano Giovani Medici (S.I.G.M.), con il patrocinio dell'Associazione Nazionale Infermieri di Area Critica (ANIARTI) e di OPI – Ordine delle Professioni Infermieristiche di Milano, Lodi, Monza e Brianza, con l'obiettivo di raccogliere l'esperienza dei professionisti sanitari italiani, e in particolare degli infermieri, impegnati nel fronteggiare l'emergenza COVID-19.

A questo fine, le chiediamo di rispondere al questionario che trova nel link qui di seguito. Le informazioni e i dati fornitici permetteranno di capire quali sono state le principali difficoltà riscontrate dagli infermieri durante la pandemia COVID-19, quali aspetti hanno provocato maggiore fatica, conflitto etico e moral distress e quali hanno favorito un atteggiamento resiliente. Ciò darà preziose indicazioni per affrontare al meglio nel futuro, situazioni analoghe e valorizzare quanto è stato fatto fino ad ora.

Augurandoci un positivo riscontro relativamente alla sua collaborazione a questo progetto di ricerca, la ringraziamo anticipatamente per il tempo che vorrà dedicarci.

 

Per partecipare al sondaggio clicchi sul link qui di seguito:  https://unicatt.eu.qualtrics.com/jfe/form/SV_6sWTzsezpllhVJP

Gli infermieri per storia e disciplina sono accoglienti, possono lavorare al cambiamento del clima culturale e garantire il sistema valoriale alla base della salute come diritto

Nella lunga storia della nostra società scientifica, spesso siamo stati precursori dei maggiori temi che avrebbero interessato la professione, dall’umanizzazione delle cure, alla competenza specialistica, alla sostenibilità del sistema sanitario.

Mai come il 39° congresso, che doveva tenersi in un anno in cui si festeggia l’anno mondiale degli infermieri, il titolo e il filo rosso della nostra riflessione ci porta verso la dimensione più importante della nostra disciplina, quella della capacità di garantire un sistema di valori che alla base ha la salute come diritto, l’equità di accesso alle cure, la presa in carico della persona.

Invece di confrontarci nell’ambito delle nostre oramai consuete modalità, siamo stati chiamati, soprattutto noi, a dare prova, nella nostra quotidianità, di quella coerenza nel rispetto della persona che ci caratterizza, siamo stati chiamati eroi, in realtà abbiamo fatto il nostro dovere, inteso nel senso più alto del termine.

Ad alcuni siamo apparsi eroi, ma noi siamo consapevoli che abbiamo fatto quanto necessario per affrontare al meglio possibile quanto avveniva, aiutando anche e spesso i colleghi neo assegnati a funzioni e organizzazione specialistiche che richiedono competenze che non possono essere acquisite in breve.

Come società scientifica abbiamo pubblicato documenti, tradotti in più lingue, per mettere a disposizione di ogni collega della nostra comunità in ogni paese, quelle riflessioni su quanto avevamo maturato con la nostra esperienza, iniziata prima degli altri.

Per ritrovarci abbiamo iniziato gli incontri dei “giovedì di Aniarti” con questa nuova modalità Webinar. Abbiamo cercato di rimanere comunità al di là del distanziamento e dell’isolamento determinato dalle condizioni esterne.

Quest’anno per la prima volta dopo trentotto anni non ci sarà un congresso come l’abbiamo sempre condiviso, non potremmo stringerci le mani, condividere e discutere anche davanti ad una tazza di caffè.

Ci ritroveremo con questa nuova modalità del Webinar per le giornate del congresso, per condividere, riflettere, soprattutto confrontarci. Vi terremo informati su come poter partecipare e su come sarà la nuova organizzazione congressuale

Vi aspettiamo, come sempre in questa comunità che ci appartiene e ci riflette, per dare voce a tutte le nostre istanze.

Ad maiora semper

DOCUMENTO INTERSOCIETARIO
AAROI EMAC - AcEMC - ANIARTI - COSMEU - SIAARTI - SIEMS - SIIET - SIMEU

La riforma del sistema di emergenza urgenza 118 necessita di un'attenta ed ampia riflessione nonché della condivisione di tutte le componenti che, quotidianamente, garantiscono la presa in carico del paziente in un momento delicato della sua vita.

L'unità di intenti e la visione unica di un sistema d'emergenza 118 centrato sulla presa in carico del paziente critico, equo ed etico, capace di dare una risposta adeguata in tutti i livelli assistenziali con una continuità di qualità delle prestazioni dal territorio all'ospedale, ha reso indispensabile la costituzione di un gruppo di lavoro cui aderi- scono Società Scientifiche, Organizzazioni Sindacali e associazioni rappresentative del mondo dell'Emergenza-Urgenza.

Scarica documento integrale PDF

L'obiettivo di questo studio è quello di misurare, quanto l'emergenza COVID-19 abbia inciso sullo stile di vita e sugli aspetti legati alla qualità della vita dei professionisti sanitari coinvolti, in accordo alla loro autopercezione. In particolare, verrà indagato il livello di ansia, insonnia e la capacità di resilienza degli operatori sanitari messa in atto di fronte ad un problema come quello dell'emergenza sanitaria in corso.

Potrai partecipare liberamente, ti invitiamo a farlo e passare l'invito anche ad altri colleghi infermieri o altri professionisti sanitari

La prima fase di raccolta dati e' completata. I rispondenti che hanno dato disponibilita' riceveranno tra alcuni mesi la richiesta di raccolta dati per il follow-up. Un grande grazie ai tantissimi che hanno contribuito.

COMUNICATO STAMPA COINGIUNTO
SIAARTI, ANIARTI, SICP, SIMEU

POSITION PAPER INTERSOCIETARIO: COMUNICOVID


“COME COMUNICARE CON I FAMILIARI IN COMPLETO ISOLAMENTO”

ROMA, 23 APRILE 2020 - Lo stato di emergenza connesso alla pandemia da SARS-CoV-2 ha prodotto una repentina modifica nella modalità di comunicazione con i familiari dei malati in tutti i setting di cura CoViD19, a causa delle misure di completo isolamento sociale. Il carico di enorme sofferenza psicologica si manifesta con una paura diffusa. Gli stessi operatori sanitari sono isolati dalle proprie famiglie, e devono gestire le conseguenze dell’isolamento dai propri congiunti anche nei malati che assistono. Ancora »

18. Aprile 2020 · Commenti disabilitati su ComuniCoViD – Documento Intersocietario COME COMUNICARE CON I FAMILIARI IN CONDIZIONI DI COMPLETO ISOLAMENTO · Categorie:Documenti Anarti, Documenti vari

Aniarti, assieme a SIAARTI, SICP e SIMEU hanno realizzato un documento riguardande la comunicazione con i familiari in condizioni di completo isolamento come in quest'epoca pandemica COVID19. Oltre alla versione italiana ed inglese ci sono delle schede che semplificano i passaggi e un poster da poter affiggere nei locali che saranno ritenuti idonei dal personale.

ComuniCoViD_ita - 18apr20

Poster Checklist Telefonata - 18apr20

CommuniCoViD_eng - 18apr20

Poster Statements ComuniCoViD - 18apr20

 

Cari Colleghi,
condividiamo questo tempo in cui la nostra professione sta dando prova della sua grande competenza e umanità. mettiamo a disposizione di tutti coloro che sono stati inseriti in una terapia intensiva un documento costruito in forma di check list, per l'assistenza diretta al paziente, per poter essere rapidamente utilizzato.
Lavorando insieme raggiungeremo gli obiettivi.

Silvia Scelsi

Scarica il documento

Disponibile apposita pagina con documenti, materiali, linee guida e articoli sul tema COVID-19

Carissimi medici, infermieri, operatori tutti della sanità che avete a che fare con la pandemia COVID19,

ci troviamo oggi di fronte ad una catastrofe di dimensioni ancora non ben definite. Siamo in una situazione di enorme sproporzione fra le necessità teoriche di assistenza sanitaria che vorremmo erogare e le risorse disponibili. Già da qualche giorno, tutti stiamo vivendo momenti difficili, in cui stiamo lavorando in quadro sempre più simile alla “medicina delle catastrofi”.

Come operatori, potremmo avere un significativo “disagio morale” (moral distress) nel prendere certe decisioni, e potrebbero esserci incomprensioni con colleghi di altri reparti o di altri ospedali, con aumento di ansia a preoccupazione, fino ad arrivare forse ad un aumento del “burn-out” lavorativo. In futuro, potremmo essere tutti esposti al PTSD (post-traumatic stress disorder), che significa aver vissuto situazioni in cui c’era un concreto pericolo di vita (propria e altrui), e vivendo la situazione come un trauma.

Vi scriviamo queste riflessioni perché vi sentiate supportati e legittimati nelle vostre reazioni, di cui è bene avere autocoscienza, e che è bene affrontare, come sempre, cercando di coniugare la verità e la rassicurazione… sia all’interno del team dei curanti, sia nei confronti dei familiari, che potrebbero comprensibilmente manifestare un aumento di preoccupazione, incredulità, diffidenza, aggressività e dolore.

 

Come coordinatori del Progetto Intensiva 2.0, ci siamo chiesti cosa potevamo fare per essere d’aiuto in questa situazione drammatica. Crediamo sia necessario mantenere i nervi saldi, e continuare ad affrontare questa pandemia con professionalità e collaborazione, come siamo sicuri stiate già facendo.

Concretamente, vogliamo offrirvi una possibilità di:

  • condividere i nostri pensieri e le nostre emozioni, per “liberarcene” e così magari stare un po’
  • creare un archivio dei fatti storici di cui siamo protagonisti, perché un domani nessuno possa negare l’accaduto o il nostro impegno, né il contesto lavorativo incredibile in cui ci troviamo

Per questo, abbiamo creato il Progetto “Scriviamo la storia”: http://dati.intensiva.it/vissuto/

Vorremmo che fosse uno strumento, uno spazio di aiuto, che ci diamo e che utilizziamo in libertà come una vicinanza di cui noi adesso abbiamo bisogno. Prendiamoci uno spazio libero in questo momento di tragico smarrimento, in cui dobbiamo rimanere forti, lucidi, avere consapevolezza realistica della nostra indispensabilità, perché dobbiamo saperci inventare continuamente soluzioni a problemi nuovi e potenzialmente gravi per gli aggrediti dal virus e ...anche per noi o i nostri cari. Vorremmo che fosse anche un’occasione per “scrivere la storia” di questo periodo terribile, su cui riflettere quando tutto sarà tornato alla normalità... speriamo presto!

Desideriamo raccogliere dei “contributi liberi”: racconti di due righe oppure di una pagina. Foto, video o files audio, schemi o pezzi (anonimi) di diaria… tutto quello che credete sia utile agli altri operatori e a chi potrà leggerli in futuro. I contributi di tutti (rigorosamente anonimi) saranno filtrati e messi a disposizione di tutti, sempre nel massimo rispetto della privacy di chi scrive.

Siamo molto orgogliosi di come tutto il personale delle Terapie Intensive italiane sta rispondendo all’emergenza sanitaria in atto. Si sta davvero costruendo un esempio fulgido, inequivocabile e universalmente unico di competenze, responsabilità, di fratellanza che ci spinge ad utilizzare tutte le risorse disponibili, ed anche attivabili come emergenza. E tutto questo sta scrivendo una pagina della storia più bella dell'umanità. In Italia.

Grazie per tutto ciò che avete fatto e che farete in questo momento estremamente difficile per il nostro Paese.

 

Alcuni contributi selezionati per la pubblicazione sono consultabili su: http://vissuto.intensiva.it

Documento Aniarti per la gestione dei pazienti in Area Critica in Italiano ed Inglese

In questi giorni l’assistenza ai pazienti positivi al virus COVID-19 richiede agli operatori un impegno ulteriore, oltre alle necessità che già conosciamo: quella di lavorare vestiti con i dispositivi di protezione individuale in modalità massimale. Queste dotazioni di sicurezza, sono pesanti da portare e “segnano” il corpo nel vero senso della parola. Rappresentano una barriera e come tale pesano, rallentano e costringono, esattamente come la paura che ci portiamo addosso, ma che scegliamo di affrontare per garantire il miglior livello di assistenza sanitaria possibile.

Gli infermieri, come riconosciuto da più parti, sono rimasti al loro posto dai servizi di emergenza intra ed extraospedaliera, nelle terapie intensive, e nelle degenze ordinarie, rimanendo a volte “in quarantena con i loro pazienti”, fedeli al mandato etico che contraddistingue la professione.

Domani, quando questa emergenza sarà un terminata e tutto tornerà alla normalità, dovremo soprattutto ricordare che il Servizio Sanitario Nazionale ha funzionato e continuerà a farlo grazie alle persone che con coscienza, e quando necessario con spirito di sacrificio, svolgono il proprio lavoro mantenendo elevati i valori etici e di assunzione di responsabilità nel rendere servizio ad una comunità che dovrebbe considerare la professione per quello che merita.

Gli infermieri stanno dimostrando di essere interpreti del migliore volto di questo nostro paese.

A tutti loro vanno il nostro ringraziamento e riconoscimento.

Genova 02/03/2020

Il comitato Direttivo

 

Position Statement Conclusivo del Congresso

Abstract book

 

 

 

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