Tutte le scriventi società scientifiche, in piena sintonia con quanto espresso nel comunicato della FNOPI, ritengono di estrema gravità qualsiasi dichiarazione che, al di fuori di un corretto e legittimo confronto istituzionale, entri nel merito di indagini giudiziarie ancora in corso, anticipando valutazioni o attribuendo responsabilità non accertate, soprattutto quando si tratta di vicende così drammatiche sotto il profilo umano e professionale.

Il rispetto per la verità, per la famiglia coinvolta e pertutti i professionisti sanitari impone un uso rigoroso, responsabile e misurato della comunicazione pubblica. Ogni parola pronunciata da rappresentanti istituzionali o professionali ha un peso rilevante e può incidere profondamente sulla fiducia dei cittadini, sulla serenità degli operatori e sulla corretta percezione dei fatti.

Le competenze infermieristiche, definite dalla normativa vigente e sostenute da solide evidenze scientifiche, rappresentano un valore essenziale e riconosciuto del sistema sanitario e contribuiscono quotidianamente alla qualità , sicurezza e appropriatezza delle cure. Metterne in discussione il ruolo attraverso affermazioni improprie, semplificazioni o sovrapposizioni non supportate da accertamenti ufficiali rischia di generare confusione, disinformazione e ingiustificata delegittimazione professionale.

Ogni eventuale valutazione o chiarimento deve avvenire esclusivamente nelle sedi competenti, nel pieno rispetto delle istituzioni, dell’ autonomia professionale e dell’ operato della magistratura, evitando prese di posizione premature che non giovano né alla ricerca della verità né alla tutela dei cittadini e dei professionisti.

Le società tecnico scientifiche infemrieristiche

Il dibattito sulle competenze infermieristiche rischia di essere fuorviato da un equivoco di fondo: la diagnosi infermieristica esiste, è riconosciuta scientificamente ed è distinta dalla diagnosi medica. La prima riguarda la patologia, la seconda le risposte assistenziali ai bisogni di salute.

Esiste anche la prescrizione infermieristica, limitata all’ambito assistenziale. Ridurre il ruolo degli infermieri con competenze avanzate alla semplice “richiesta” non aumenta la sicurezza dei pazienti.

È sempre meno sostenibile l’idea che la diagnosi clinica sia un atto esclusivamente medico: oggi è spesso supportata da algoritmi e sistemi di decisione clinica.

Gli infermieri in Italia sono circa 461.000 e rappresentano l’ossatura del Servizio sanitario nazionale. Valorizzarne le competenze non è una concessione corporativa, ma una scelta di responsabilità verso il futuro della sanità pubblica.

Le società tecnico-scientifiche infermieristiche

La comunita’ degli infermieri di area critica esprime il proprio profondo cordoglio e si stringe alla famiglia del collega Alex Pretti, vittima di una tragica e inaccettabile violenza.

Da sempre questa professione richiede un alto senso etico e morale, ma soprattutto richiede di non essere indifferenti davanti alla sofferenza. La perdita di un collega colpisce duramente l’intera comunità professionale e lascia un segno profondo.

In questo momento di grande dolore, ANIARTI invita tutti gli infermieri a rimanere uniti, a sostenersi reciprocamente e a non rinunciare ai valori che guidano quotidianamente il nostro lavoro di cura.

Siamo tutti Alex Pretti.

Grazie a tutte le infermiere e gli infermieri.
In questa giornata il rischio della facile retorica è alto. Come società scientifica e associazione attraverso ognuno dei nostri soci e di tutti coloro che partecipano alla nostra vita associativa sappiamo bene quali sono i sacrifici e l'impegno giornaliero di donne e uomini per la salute di ogni persona e del sistema sanitario del paese. Non ci rimane che ringraziare, in modo asciutto e sincero. A tutti noi l'augurio di un futuro dove ci sia più salute, sarà sicuramente un futuro con più infermieri.

“Se Dio fosse un uomo, sarebbe un infermiere”

“Prendendovi cura di donne e di uomini, di bambini e anziani, in ogni fase della loro vita, dalla nascita alla morte, siete impegnati in un continuo ascolto, teso a comprendere quali siano le esigenze di quel malato, nella fase che sta attraversando. Davanti alla singolarità di ogni situazione, infatti, non è mai abbastanza seguire un protocollo, ma si richiede un continuo – e faticoso! – sforzo di discernimento e di attenzione alla singola persona. Tutto questo fa della vostra professione una vera e propria missione, e di voi degli “esperti in umanità”, chiamati ad assolvere un compito insostituibile di umanizzazione in una società distratta, che troppo spesso lascia ai margini le persone più deboli, interessandosi solo di chi “vale”, o risponde a criteri di efficienza o di guadagno”. (Papa Francesco)

 

Ricordiamo un uomo che ha sempre vissuto con i suoi atti, le sue parole di pace e di accoglienza. Con la nostra professione ha condiviso la profondità del senso etico del prendersi cura senza vincoli e senza disparità, facendo attenzione alla persona e non alla malattia.

Gli infermieri di Aniarti