Il dibattito sulle competenze infermieristiche rischia di essere fuorviato da un equivoco di fondo: la diagnosi infermieristica esiste, è riconosciuta scientificamente ed è distinta dalla diagnosi medica. La prima riguarda la patologia, la seconda le risposte assistenziali ai bisogni di salute.
Esiste anche la prescrizione infermieristica, limitata all’ambito assistenziale. Ridurre il ruolo degli infermieri con competenze avanzate alla semplice “richiesta” non aumenta la sicurezza dei pazienti.
È sempre meno sostenibile l’idea che la diagnosi clinica sia un atto esclusivamente medico: oggi è spesso supportata da algoritmi e sistemi di decisione clinica.
Gli infermieri in Italia sono circa 461.000 e rappresentano l’ossatura del Servizio sanitario nazionale. Valorizzarne le competenze non è una concessione corporativa, ma una scelta di responsabilità verso il futuro della sanità pubblica.
Le società tecnico-scientifiche infermieristiche



