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| Operai FIAT e carenze infermieristiche | ||
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Ancora una volta, il Presidente Berlusconi torna sulla questione Fiat tirando in causa la professione infermieristica. In una intervista riportata dal giornale “La Repubblica del 04/12/2002, Berlusconi ha riproposto una soluzione che qualche settimana prima era stata fortemente criticata dal Presidente dei Collegi IPASVI A. Silvestro, quando un viceministro del suo governo aveva avanzato l’ipotesi di trasformare gli operai della Fiat in infermieri. Nonostante, A. Silvestro abbia ricordato al governo quale sia il percorso formativo per diventare infermieri, il sig. Berlusconi insiste su una soluzione assurda e senza fondamenta. In particolare, il Presidente del Consiglio ha proposto di trasformare gli operai della Fiat in infermieri attraverso un corso di sei mesi, giudicato sufficiente per imparare a sorvegliare l’armadietto dei farmaci. L’ANIARTI vuole informare tutti gli infermieri che, utilizzando ogni mezzo di comunicazione, intende chiarire la questione in maniera definitiva manifestando contestualmente la propria amarezza per l’offesa subita. Gli infermieri non si sentono offesi perché un operaio della Fiat possa fare l’infermieri, anzi se qualcuno di loro volesse intraprendere la nostra professione ne siamo certamente onorati; però ognuno di loro dovrà conseguire prima la laurea infermieristica di primo livello e poi esercitare la medesima professione previa l’iscrizione all’Albo. Questo è il nuovo percorso e bisogna inderogabilmente osservarlo per formare un professionista la cui attività non si limita alla sorveglianza dell’armadietto dei farmaci, ma è ben più complessa. L’ANIARTI, insieme agli altri organi istituzionali rappresentativi della nostra professione, si impegnerà per riferire al governo chi è oggi l’infermiere, quali sono le sue competenze e le sue responsabilità; un professionista che non si può immaginare di formare attraverso un corso di appena sei mesi e del tutto in contrasto con le vigenti normative in materia sanitaria.
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